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Pubblicato da Tommy B :: Martedì, 18 Novembre 2008, 08:07
Rogo Thyssen, sei rinvii a giudizio Rinviati a giudizio tutti e sei i dirigenti imputati per il rogo della Thyssenkrupp, dove il 6 dicembre 2007 a Torino morirono 7 operai. Non solo: il gup Francesco Gianfrotta ha accolto le richieste di accusa della procura rinviando a giudizio con una decisione storica l’amministratore delegato per l’Italia Harald Espenhan per omicidio volontario con dolo eventuale, e per omicidio colposo e omissione dolosa di cautele anti infortunistiche i cinque dirigenti Marco Pucci, Gerald Pregnitz e Giuseppe Salerno, responsabili a vario titolo dello stabilimento torinese, Daniele Moroni, dirigente di Terni, e Cosimo Cafueri, responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi. Lo conferma Barbara Porta, uno dei legali di Antonio Boccuzzi, l’operaio rimasto ferito nell’incendio della linea 5 dello stabilimento torinese. L’udienza è fissata per il 15 gennaio 2009 alle 9 in corte d’Assise, dove per la prima volta approderà un processo per morti bianche. Il gup, dopo un’udienza di quattro ore e mezza e circa due ore e mezzo di camera di consiglio ha preso una «decisione storica», non accogliendo la linea difensiva degli imputati tesa a negare il dolo, bensì sposando la linea della procura anche e soprattutto sulla contestazione del dolo eventuale: per la morte di Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi, i sei dirigenti verranno ora giudicati da una Corte d’Assise e l’amministratore delegato del gruppo Thyssen Italia Harald Espenhahn dovrà rispondere dell’accusa di omicidio volontario, con dolo eventuale. Per la prima volta, come ha sottolineato Guariniello, una procura chiedeva il rinvio a giudizio per omicidio volontario per morte sul lavoro, per la prima volta oggi c’è stato un rinvio a giudizio per omicidio volontario per morte sul lavoro e per la prima volta una corte di Assise, ovvero due magistrati togati e giudici popolari, giudicherà per morte sul lavoro. Non solo il gup ha accolto anche la richiesta di rinvio a giudizio dell’azienda come persona giuridica per illeciti amministrativi connessi alla mancata adozione di cautele antinfortunistiche chiesto dalla procura perché i comportamenti dei manager coinvolti sono stati nell’interesse e a vantaggio della società. Guariniello per sottolineare questo punto ha anche citato la sentenza della Cassazione su Porto Marghera, ricordando che produttività e profitto di un’azienda non possono mai far cedere la sicurezza sul lavoro. La procura di Torino - con i pm Laura Longo e Francesca Traverso, e l’aggiunto Raffaele Guariniello - aveva preso questa decisione forte con convinzione. Anche oggi in aula Guariniello mostrando i risultati delle indagini preliminari, con slides, documenti, mail interne e della casa madre tedesca, perizie assicurative, i verbali delle testimonianze dei dipendenti, ha voluto ribadire come i vertici dell’azienda sapessero della necessità di dotare la linea 5 di impianti adeguati di sicurezza, ma di aver voluto posticipare l’adozione di queste misure al trasferimento previsto dell’impianto da Torino a Terni e avessero accettato il rischio della tragedia. Per questo le richieste dell’accusa erano pesanti e prevedevano il dolo eventuale, ovvero la volontarietà sotto il profilo dell’accettazione dell’evento. Dolo sempre contestato da Maurizio Anglesio, Cesare Zaccone e Ezio Audisio, i legali degli imputati, che oggi nelle contro repliche, così come già nelle udienze del 27-28 ottobre, hanno ribadito: non c’è il dolo, i presupposti della condotta dolosa sono insussistenti, sostenendo anche che ad esempio le presunte indicazioni dei periti assicurativi su impianti antincendio automatici non riguardavano la linea 5 e soprattutto che mai la casa madre sostenne la necessità di adottare sulla linea queste misure, e tanto meno posticipandole al trasferimento dell’impianto a Terni. Obiettivo della difesa, soprattutto per l’ad della Thyssenkrupp Italia Espenhahn su cui pesa l’accusa più grave, era passare dal dolo alla colpa e così dal dibattimento e giudizio della corte di Assise - composta da due giudici togati e sei giudici "popolari" ovvero semplici cittadini - al giudice monocratico. Pubblicato da Tommy B :: Domenica, 16 Novembre 2008, 11:08 Scuola, l'Onda prepara la settimana della creatività Chi pensava che la manifestazione di venerdì a Roma fosse il canto del cigno della protesta anti-Gelmini rimarrà deluso Sulla richiesta di un treno speciale per andare a Roma, sono stati accontentati. Hanno ottenuto di pagare - andata e ritorno - appena 5 euro. Così sul convoglio in partenza poco dopo le 8 dalla stazione centrale, ieri mattina, si sono stipati in poco meno di mille. Gli studenti del movimento anti Gelmini si sono mossi da Napoli per partecipare, a Roma, alla manifestazione indetta dai sindacati Cgil e Uil. E dato che sul treno non c´era posto per tutti, in tanti hanno optato per i pullman, messi a disposizione dai sindacati, che partivano dal piazzale dinanzi alla stazione. Chi si aspettava che la trasferta nella capitale significasse la contestuale liberazione delle sedi universitarie occupate è rimasto deluso. Lettere e Filosofia è ancora nelle mani degli studenti. Idem l´Orientale. Ma è possibile che la scena cambi nelle prossime ore: una ventina di rappresentanti dell´Onda napoletana sono rimasti a Roma (e ci staranno fino a domani) per partecipare all´assemblea nazionale che alla Sapienza vedrà confrontarsi le varie realtà, anche territoriali, del movimento degli studenti. È qui che decideranno le nuove forme di autorganizzazione e di protesta. Ci saranno nuovi appuntamenti in piazza (ad esempio quello del 12 dicembre per lo sciopero generale indetto dalla Cgil contro la politica economica del governo). E già dalla prossima settimana ci sarà mobilitazione all´insegna della creatività, nelle scuole e nelle università, per celebrare, lunedì e nei giorni seguenti, la "Giornata internazionale degli studenti" collegata al Social forum, che ha scelto il 17 novembre quale data della mobilitazione contro "la privatizzazione dei canali di accesso al sapere". Una settimana di fermento non solo qui da noi, ma in tutta Europa e oltre. Focalizzando l´attenzione su quattro temi: la precarietà (già da studente), l´immigrazione (per promuovere una pratica realmente interculturale nelle scuole), l´informazione e la sessualità. E tra una settimana gli studenti progettano di essere di nuovo in piazza, per «condividere con la società civile e le istituzioni locali motivi e contenuti della mobilitazione». Intanto ieri i ragazzi delle scuole superiori hanno fatto di nuovo sentire la loro voce in piazza a Napoli. I ragazzi dei licei Vittorini, Sbordone, Vittorio Emanuele e Fonseca, ad esempio, hanno improvvisato una manifestazione con un corteo che, partito da piazza del Gesù, ha attraversato le vie del centro facendo rotta su piazza Garibaldi. Ci tengono, i ragazzi del Fonseca, a raccontare, tra l´altro, che i danni di cui sono stati accusati una volta cessata l´occupazione del loro istituto non sono imputabili a loro, ma a persone estranee alla scuola, entrate da un accesso secondario non protetto. Altri gruppi di studenti delle scuole superiori si sono incontrati in piazza del Plebiscito, dove hanno incrociato anche la mobilitazione dei lavoratori del pubblico impiego portati in corteo dalla Cgil funzione pubblica. Cori comuni contro il governo, contro la Gelmini e contro Tremonti e Brunetta. Anche a Ischia ieri gli studenti delle scuole superiori hanno reso pubblico il loro dissenso alle politiche scolastiche del governo, sfilando in oltre 200 da Casamicciola fino al centro di Lacco Ameno. Pubblicato da Tommy B :: Venerdì, 14 Novembre 2008, 12:22 Azione Studentesca occupa una sede Cgil I giovani di Azione studentesca hanno occupato per un'ora la sede nazionale della Flc-Cgil a Roma a Trastevere, esponendo striscioni, lanciando slogan e volantini per richiamare l'attenzione sul problema della scuola. Subito è scoppiato un caso. Per Azione studentesca si è trattato di «un'occupazione goliardica». Hanno spiegato: «siamo studenti, non siamo fascisti se non altro per questioni anagrafiche. Rispediamo al mittente l'accusa di squadrismo». Poi sul web hanno pubblicato il video per dimostrare che «si è trattato di un'occupazione goliardica e pacifica». Pubblicato da Tommy B :: Giovedì, 13 Novembre 2008, 00:02 Epifani: L'incontro "riservato" tra governo-Cisl-Uil-Confindustria senza la Cgil scatena un putiferio nel sindacato e accorcia i tempi per la proclamazione dello sciopero generale da parte della confederazione diretta da Guglielmo Epifani. Il direttivo dell'organizzazione sindacale ha infatti dato mandato alla segreteria di proclamare la mobilitazione nazionale a sostegno della piattaforma 'anti-crisì indicando già oggi la data: il 12 dicembre, giornata in cui si sarebbe dovuto svolgere lo sciopero dei metalmeccanici della Fiom Restano invece confermate le altre iniziative di lotta, a partire da quella 'unitarià del 14 novembre per l'università, da cui si è tuttavia sfilata la Cisl, e quella di sabato 15 novembre dei lavoratori del commercio, settore in cui Cisl e Uil sono andati alla firma 'separatà sul contratto. La proclamazione dello sciopero ha oggi messo l'accento sulla spaccatura tra Cgil da un lato e Cisl e Uil dall'altro, aggravata dall'incontro che ieri si è tenuto a Palazzo Grazioli tra esponenti del governo, i segretari di Cisl e Uil e Confindustria. "Quello che è accaduto ieri sera, se confermato, è gravissimo, una cosa senza precedenti", dice aprendo in mattinata i lavori del direttivo Cgil il segretario Guglielmo Epifani, convinto che ciò apra "un problema formale nei rapporti con le altre organizzazioni sindacali e con la Confindustria". Di più, sostiene l'organizzazione nel documento finale del direttivo, "questo fatto, insieme, racchiude l'esistenza di una conseguente relazione tra lo stato del confronto sulla riforma del modello contrattuale e la volontà del Governo di dividere le organizzazioni sindacali e premere in direzione di un accordo separato". NUOVA ROTTURA. Un accordo senza la Cgil arriverebbe dopo quello sugli statali e dopo quello sul commercio di questa estate, mentre proprio oggi la Cisl e l'Ugl si sono sfilate dallo sciopero indetto per l'università a cui, per il momento, continua ad aderire invece la Uil. Pubblicato da Tommy B :: Domenica, 09 Novembre 2008, 19:27 sArA' SoLo PaRAnoIa...?! Dopo aver tagliato tutto il tagliabile al pubblico, messo paletti e ostacoli ovunque fino a costringere gli atenei alla privatizzazione e le scuole alla chiusura ecco le dichiarazioni: "Non mi ero accorto che nella Finanziaria sono stati tolti 134 milioni alla scuola privata cattolica. Ammetto una mia colpa: cercheremo di non togliere i finanziamenti alla scuola cattolica: è una libertà per tutti." Ora non so l'opinione del Cavaliere su Calamandrei, ma essendo morto qualche decina di anni prima della sua "discesa in campo" immagino che non lo si possa accusare di essere un comunista cospiratore anti-berlusconiano nemico della democrazia e della pluralità... Eppure ha scritto più di 50 anni fa un discorso che sembra fatto su misura per la situazione attuale e le dichiarazioni di ieri: "Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza, c'è sempre stata, perfino sotto il fascismo. Allora, il partito dominante segue un'altra strada. Comincia a Libertà E' partecipazionE
Da sempre crediamo nella possibilità di cambiare la nostra università, di migliorarla dall’interno. Daniele Gallina - 393/6251171 - danielegallina@hotmail.it SEDI DISTACCATE E POLO DI TERNI Pubblicato da Tommy B :: Venerdì, 07 Novembre 2008, 23:13 Continua la Protesta Studentesca
Pubblicato da Tommy B :: Giovedì, 06 Novembre 2008, 22:08 Le battutacce della destra su Obama Barack Obama? Giovane, bello e abbronzato". Parola di Silvio Berlusconi. Ieri, rivendicando la sua "anzianità", aveva annunciato di "volergli dare consigli". E oggi, puntuale, è arrivata la prima clamorosa gaffe. Che rischia di oscurare perfino il tristemente celebre Kapo' rivolto a Strasburgo all'eurodeputato tedesco Schulz. Il capo del governo da Mosca torna a parlare del neo-presidente Usa e non resiste al gusto della battuta. E' l'ennesima del Cavaliere, che però stavolta non esercita il suo humour sui suoi abituali cavalli di battaglia (donne, sesso o gli odiati "comunisti"). Stavolta è il colore della pelle a scatenare la tentazione irresistibile. Poi definita "un grande complimento, una carineria assoluta nei suoi confronti". "Complimento" che il premier rivendica con fermezza anche dopo un'ora, quando rientrando in albergo sbotta con i cronisti che lo interrogano sulle prevedibili polemiche: "Se non hanno il sense of humour allora vuol dire che gli imbecilli sono scesi in campo, che se ne vadano a...". Il presidente del Consiglio, grande amico di Bush tanto da far cadere un palco per - sono parole sue - "troppo amore", è riuscito insomma laddove nemmeno 21 mesi di durissima campagna elettorale erano potuti arrivare. E vedremo come la boutade sarà presa negli States, dove mai la questione razziale è stata oggetto di scontri o battute pubbliche. Dove è inimmaginabile, anche pensandoci e posteriori, immaginare un McCain che definisce "abbronzato" il suo rivale di colore nella corsa alla Casa Bianca. Le reazioni. L'opposizione attacca il premier, ed è il Pd il primo a chiedere che "il capo del governo chieda subito scusa". "La migliore delle ipotesi - dice Franceschini - è che Berlusconi non riesca più a controllarsi. Dimentica che le sue parole coinvolgono l'immagine del nostro Paese nel mondo. Dire che il presidente degli Stati Uniti è 'giovane, bello e anche abbronzato' suonerà alle orecchie di tutto il mondo come una offesa carica di pericolose ambiguità". Parla anche il leader del partito, Veltroni, secondo il quale le si tratta di parole "che colpiscono e feriscono la dignità dell'Italia". E che la danneggiano, perché un uomo di Stato non può permettersi continuamente battute da cabaret". A seguire, l'Italia dei Valori, che con Donadi sostiene che Berlusconi, con le sue parole, scredita l'Italia sul piano internazionale". Dall'altra parte si avverte a caldo un certo sconcerto. Basti pensare alla reazione del ministro Ronchi (An), che informato dai giornalisti a margine del Consiglio dei ministri appare prima incredulo, poi si dilegua alla svelta senza commentare: "Arrivederci...". Poi scatta la chiamata a raccolta e arriva puntuale la nota di Capezzone, portavoce di Forza Italia, che parla di "sinistra desolante, che non sa più a cosa attaccarsi per colpire Berlusconi. A seguire, la minimizzaone del leghista Calderoli: "Solo una battuta". E poi, ancora, la originale spiegazione del ministro Rotondi, secondo il quale le parole del Cavaliere "si spiegano con una teoria psicologica per cui fondamento del razzismo è l'invidia dei bianchi per un colore più gradevole". Da questo momento in poi, mentre la frase di Berlusconi fa il giro del mondo - dall' inglese Herald Tribune all'americano Drudgereport, dal turco Daily allo spagnolo Heraldo - da destra è tutto un fiorire di sorrisi e spallucce e attacchi alla "sinistra tetra". Quella sinistra che, come dice Gasparri, "non sa capire che Berlusconi ha lanciato una operazione simpatia". Forse la medesima "operazione simpatia" che proprio Gasparri aveva lanciato ieri commentando l'elezione di Barack: "Al Qaeda sarà contenta". Pubblicato da Tommy B :: , 15:43 Fini: Il presidente della Camera Gianfranco Fini, fondatore dell'attuale Alleanza Nazionale, ha ancora una volta preso una posizione forte in difesa del Parlamento di cui rappresenta una delle due ali. Nel caso in cui il Governo decidesse, infatti, di apporre la fiducia sulla prossima legge Finanziaria già passata senza emendamenti dal Consiglio dei Ministri e dalla Commissione Bilancio, secondo Fini, ci si troverebbe in una posizione non solo "anomala" ma anche "politicamente deprecabile". "In qualche modo - aggiunto la terza carica dello Stato - si toglierebbe al Parlamento il diritto dovere di esaminare, il diritto dovere di emendare e, ovviamente, il diritto dovere di assumersi le proprie responsabilità attraverso il formarsi di maggioranze su questo o su quell'emendamento". Già nei giorni scorsi anche le opposizioni avevano chiesto di potere vagliare nelle sedi appropriate il testo della finanziaria questa'anno approvato in anticipo e strenuamente difeso dalla maggioranza nella versione originale. Pubblicato da Tommy B :: Mercoledì, 05 Novembre 2008, 16:30 Napolitano:
"Per quello che posso fare per voi, senza andare al di là dei miei poteri, ce la mettero' tutta". Gli studenti hanno consegnato al presidente un messaggio: 'Caro presidente, basa considerare la cultura il salvadanaio d'Italia! No ai tagli indiscriminati della legge 133, si' a più "Spero che il tema della ricerca - ha replicato il Capo dello Stato - sia affrontato con un po' di ragionevolezza. Mi sembra - ha proseguito in un clima di grande cordialità con gli studenti - che ci sia uno spiraglio. Io ho sempre auspicato il confronto piuttosto che dover affrontare fatti compiuti". Napolitano ha ricordato come già a livello internazionale, per quanto riguarda i concorsi accademici, esistano già dei metodi che "garantiscono una selezione oggettiva che anche da noi dovrebbe dare piu' garanzie a tutti". L'incontro con i liceali "Siate vicini alle istituzioni democratiche", ha aggiunto, "protestate se lo ritenete necessario, ma con lo spirito costruttivo e obiettivo. Anche quando si discute sulla scuola e sull'universita'. Viviamo un momento difficile". Negli incontri con gli studenti a Roma e Milano "ho colto una volontà positiva. Non è vero che certe manifestazioni sono all'insegna dell'esistente, del no. Noi tutti ci rendiamo conto delle prove molto complesse che aspettano il Paese, anche quella del risanamento delle finanze pubbliche. Non possiamo portare sulle nostre spalle il peso di questo debito pubblico. Gli investimenti migliori sono la ricerca e la formazione" ma "bisogna ragionare, saper proporre delle soluzioni". Pubblicato da Tommy B :: Lunedì, 03 Novembre 2008, 14:30 Abruzzo: L'ufficio centrale regionale della Corte d'appello dell'Abruzzo ha escluso la lista del candidato alla presidenza della Regione Gianni Chiodi. La decisione sarebbe stata presa intorno alle 14.30 della domenica di ieri da un pool di giudici che avrebbero così bocciato il candidato regionale del Popolo della Libertà. Non si tratterebbe, però, di una esclusione definitiva e, in caso di presentazione della corretta documentazione, Chiodi potrebbe ritornare in lizza per le elezioni del 30 novembre e del primo dicembre prossimi Pubblicato da Tommy B :: Domenica, 02 Novembre 2008, 18:01 Abruzzo: Il Pdl rischia di non essere ammesso alle elezioni regionali abruzzesi: le firme di sostegno alla lista del candidato presidente Gianni Chiodi sono arrivate in ritardo. Lo ha stabilito domenica l'Ufficio elettorale centrale presso la Corte di Appello dell'Aquila, secondo il quale le firme non sono solo fuori tempo massimo ma presentano anche alcuni vizi formali relativi all'autentica delle firme e all'annessa qualifica di chi le ha indicate. Insomma, non va per niente bene, e il Pdl rischia di non avere candidati per la Regione che torna alle urne il 30 novembre, dopo le dimissioni di Ottaviano Del Turco. Lunedì infatti il Tribunale de L’Aquila dovrà confermare la decisione dell’ufficio elettorale: se darà parere positivo, il Pdl sarà escluso dalle elezioni. Soddisfatta l’Italia dei Valori che sabato aveva sollevato la questione del ritardo di presentazione delle firme: «La mancata ammissione in via provvisoria della lista regionale del Popolo della Libertà alle prossime elezioni regionali – spiega il senatore Idv Alfonso Mascitelli – è la conferma che le forti perplessità e i dubbi sollevati ieri, circa i movimenti “sospetti” notati al momento della presentazione delle liste stesse, e fatte mettere a verbale dall'Italia dei Valori, erano più che fondati e sottintendevano la presenza di problemi. Ora attenderemo le controdeduzioni del Pdl e quindi la decisione definitiva del giudice, previste per domani, per decidere come muoverci dal punto di vista legale». Comunque vada a finire, il dubbio viene: «O il Pdl non ha neppure gli strumenti per predisporre regolarmente una lista elettorale, e quindi dubito della capacità di governo della stessa forza politica – dice ancora Mascitelli – oppure in casa Pdl si è consumata una vendetta interna che dimostra il livello di conflittualità e di confusione presente nel partito». |
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