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Questo ultimo periodo è stato fitto di impegni e di eventi, a partire dal congresso nazionale dell'Unione degli Universitari (del quale troverete alcune foto nella fotogallery) al quale sono stato delegato nello scorso week end.
Il congresso è stato impegnativo e teso, ma alla fine ha vinto una scelta unitaria da parte di quasi tutte le UDU confederate. Nei documenti politici e nel nuovo statuto si sono scontrate spesso posizioni integrali su argomenti quali il rapporto UDU - CGIL e UDU organizzazioni sindacali degli studenti medi. Non mi è piaciuta molto nemmeno l'atteggiamento incoerente che alcune UDU hanno preso in plenaria, con discorsi volti all'apertura e all'unità, e che hanno poi dato battaglia nelle commissioni su questioni palesemente opposte alle loro dichiarazioni d'intenti. In ogni caso la mia posizione, che è la stessa portata avanti dalla nostra associazione, nei confronti dei rapporti tra UDU e CGIL è la seguente: non un passo indietro. Con questo intendo dire che i nostri raporti con la Confederazione Generale Italiana del Lavoro sono ottimi. Da parte loro non c'è alcuna pretesa di "inglobare e dirigere" la nostra organizzazione, che si muove su un piano di netta autonomia decisionale, mentre da parte nostra c'è tutta la volontà di portare avanti ed approfondire un legame che dal punto di vista sia politico che sindacale ci permette di crescere e di portare avanti le nostre battaglie, le battaglie per gli studenti, con maggior capacità, competenza e forza. Sul piano degli studenti medi invece la nostra organizzazione, a livello territoriale, ha rapporti solo con la REDS, non esistendo la scissionista UDS. Mia posizione personale al riguardo è che nel ricercare l'unità del sindacato, e quindi essendo favorevole alla riunificazione tra le due organizzazioni degli studenti medi, non ho apprezzato la presa di posizione dell'UDS, che sbandierando la volontà di autonomia dalla CGIL si è invece fatto sindacato delle forze dell'estrema sinistra, rendendosi di fatto autonomi dalla CGIL per essere dipendenti dai partiti.
In ogni caso il congresso è terminato con l'approvazione del documento politico da parte di tutte le UDU salvo due che si sono astenute, cioè Siena (che si pone in maniera intransigente non riesco a comprendere) e l'Aquila (di cui non comprendo proprio l'obiettivo!) che nonostante i buoni rapporti con noi ed altri ha dato battaglia in maniera che, se ne sapessi il motivo potrei definire strumentale. La buona notizia è che il nuovo esecutivo nazionale vede una donna come coordinatrice, Federica Mosella di Pavia, e al suo fianco c'è anche l'UDU Perugia nella persona di Graziano Sampaolo, a cui facciamo i nostri più grandi auguri.
Graziano MI RACCOMANDO!!! ;)
Domenica passata si sono svolte le primarie per il Partito Democratico. Nonostante tante parole, tante critiche e tanti problemi, reali e tangibili, a quanto pare la gente ha fatto la sua scelta. Con circa 3.400.000 votanti mi risulta chiaro che la vera risposta all'antipolitica non si trova nel facile populismo, nelle visioni verticistiche o nelle proposte spesso senza senso che qualcuno con più o meno visibilità fa. Ancora una volta la risposta della crisi della politica va trovata nella politica stessa, o meglio in quella parte della politica che lavora, si impegna e crede senza garantire nulla per se e senza pretendere niente in cambio.
Certo, sarebbe stupido credere che dopo le primarie non vi siano più problemi (almeno all'inteno di coloro che aderiscono al progetto), ma il risultato raggiunto pone quantomeno due risultati:
Il primo è dato dalla speranza di coloro che hanno votato, di quanti si sono impegnati nell'organizzazione e si sono prestati a rimanere una giornata intera nei seggi, di quanti hanno fatto campagna elettorale e anche di quelli che si sono candidati con la speranza di cambiare qualcosa. Ma desidero guardare in faccia la realtà, e mi rendo conto che diversi tra i candidati si sono presentati solamente per quel posto, per gloria personale o per averne un beneficio. Ebbene queste sono le persone che rendono il lavoro di quanti credono e vogliono una politica nuova difficile e pieno di ostacoli. E desidero che si sappia che mentre per coloro che, pur appartenendo a questo gruppo, si sono trovati al di fuori della lotta o hanno perduto i giochi sono chiusi, presto sarà il turno di coloro che credono solo in loro stessi, e mi auguro che facciano la stessa fine dei precedenti...
Il secondo dato è invece costituito dalla fiducia che la gente ha voluto tributare alla volontà di riforma che il progetto esprime. Con la giusta dose di oggettività appare ovvio che alcuni dei votanti hanno partecipato pur non avendo particolari simpatie per il PD, eppure il fatto che gente di rifondazione comunista, dei comunisti italiani, dei socialisti e della sinistra democratica si sia recata a votare, testimonia la volontà della gente e la necessità che tutti sentono di produrre un cambiamento. E noi che possiamo essere artefici di questo cambiamento dobbiamo stare attenti: la fiducia che la gente ci ha dimostrato non dovrà essere spesa malamente. E' imperativo ( :P ) riflettere sull'effettivo significato del mandato che i cittadini ci hanno dato e di cosa abbiano realmente voluto esprimere con quel voto.
Eppure partiamo già male. a quanto pare il governo sta predisponendo una proposta di legge che intende irregimentare la rete internet, una cosa giusta se utilizzata nei confronti di pedofilia e reati telematici, ma in questo caso profondamente sbagliata poichè indirizzata ai comuni utenti, noi compresi. E allora come dare torto a quanti parlano male della politica? Beppe Grillo non aveva commentato l'eccezionale risultato delle primarie. Aveva saggiamente deciso di non criticare una così grande parte della popolazione a differenza di qualcun altro che da destra si è arrampicato sugli specchi dato che ciò che lui intende per partecipazione democratica è mandare la Brambilla a depositare un nome e un marchio. Invece con questa gaffe si ridà voce a coloro a cui la forza dell'evento e dei numeri l'aveva portata via. E questa volta protestano e anche con grande ragione. Ho intenzione di battermi, per quel poco che sarà possibile, contro questa proposta di legge, perchè sbagliata nei contenuti e perchè ci sono situazioni ben più gravi da fronteggiare, a partire dalla modifica della legge 30 (biagi - maroni), dai problemi all'università, dal conflitto d'interessi e dalla legge elettorale. Ttutte cose impegnative e su cui la maggioranza traballa, ma ad un governo non è concesso di vivacchiare. E in questo caso mi rivolgo alla sinistra che perde, i massimalisti, che credono di avere ragione se il referendum indetto da CGIL, CISL e UIL ha avuto un consenso del 75%, perchè il 25% è con loro. Qua si comprende quale è la loro idea di democrazia. E' sacrosanto che quel 25% gebba avere rappresentanza e voce e mi batterò sempre perchè ce l'abbiano, ma quel 25% non può determinare le condizioni del 75%. Finchè la sinistra massimalista non comincierà a pensare al bene comune (cosa che invece il PCI sapeva fare bene) oltre che alle loro poltrone non sarà possibile fare nulla non solo per il 25% o il 75%, ma per nessuno. Ma Bertinotti asserisce di essere contrario alla diminuzione del numero dei parlamentari. Posizione estremamente responsabile oserei dire.
La classe politica attuale non va più bene. E' al potere da 15 anni e non lo vuole lasciare. domenica abbiamo provato a dare una scossa ad una parte della coalizione, prego i compagni più a sinistra di fare altrettanto e di dare a Sinistra Democratica un senso, di portare avanti la "cosa rossa" e di farlo in modo responsabile, ma credo che queste siano richiesta vane fintanto che ciascuno ragionerà solo per tornaconto personale. Ma sappiate che finchè NOI (sinistra) continueremo in questo modo, non ci distinguamo da LORO (destra), non siamo diversi dalla destra e dal centro e legittimamo le attività di quanti speculano sullo sbandamento della poltica, e cosa peggiore, rischiamo di vedere il ricrearsi di processi dati per conclusi, quali le BRIGATE ROSSE, perchè non siamo in grado di dare risposte ai cittadini. Finchè non torneremo ad essere migliori, e non di LORO ma anche di NOI, non riusciremo a cambiare nulla.
Da parte mia lavoro affinchè tutto questo non sia un "cambiare tutto per non cambiare nulla", e per dirla come Enrico Berlinguer per "realizzare una società che, senza essere cristiana, cioè legata integralisticamente a un dato ideologico, si organizzi in maniera tale da essere sempre più aperta e accogliente verso i valori cristiani". Questo è il Partito Democratico che vedo io, un partito che cerchi di allargare la possibilità di essere felici per coloro che abbiamo vicino, che lavorano con noi, con i quali siamo amici e parenti, ed allo stesso tempo che costruisca un paese più onesto, in cui vi sia una società onesta, perchè una società onesta è una società che non umilia i suoi membri.
Un PS rivolto a quelli che rimangono nei DS continuando a pensare che "cinquant'anni fa dominavamo il mondo dall'alto": 1) è meglio che ripassate la storia. 2) Che cosa ci state a fare? Per favore un po' di coerenza...
Finalmente il mio primo post!
Mi rendo conto di avercene messo di tempo, ma ultimamente sono stato un po' impegnato... Come molti sanno mi sto impegnando per la preparazione delle primarie del partito democratico, secondo me una grande occasione che ha il nostro paese e la sinistra tutta di fare un passo in avanti, verso un paese che sebbene non abbia riparato completamente tutti i suoi mali, possa almeno sperare di migliorare la situazione di molte persone che oggi hanno problemi, d'altronde questo è il motivo per cui faccio politica.
Eppure in questo periodo ci sono stati molti episodi che mi hanno fatto riflettere. Tutto ciò che è accaduto nell'ambito delle preparazione alle primarie è stato, per usare un eufemismo, poco trasparente e scarsamente coinvolgente per i compagni che costituiscono l'anima del partito. Eppure in questo periodo sono riuscito a imparare molte cose ed a maturare diversi pensieri. In primis mi sono reso conto del perchè c'è disaffezione nei confronti della politica. Come tutti dicono la politica è chiusa su se stessa. I politici pensano alle loro poltrone e così via di luoghi comuni. Non si può certo dire che questo non sia vero, ma il problema vero sta nel fatto che nessuno ha scoperto il perchè; probabilmente le cause sono molteplici, ma io credo di averne individuata una, che ritengo molto importante. Per spiegarvela la prendo un po' lunga... ;)
In questi giorni sono stato a contatto con numerosi compagni che fanno i politici da anni ed ho scoperto che (differentemente dal sentire comune che valeva anche per me prima di conoscerli) spesso si tratta di persone per bene, persone comuni, persone che hanno come priorità la propria famiglia e che spesso lottano contro problemi che sono comuni anche a noi che siamo molto più in basso o che non fanno politica. Queste persone si sentono braccate in alcuni momenti specifici, e non per colpa loro, ma per la struttura del sistema italiano. Tali momenti possono essere ricondotti alle situazione di competizione elettorale e congressuale. Così in uno di questi periodi il politico per un tempo che varia da quattor a sei mesi si chiude nelle famose "fumose stanze" (che ormai non sono più fumose dato che non si può più fumare) e comincia una battaglia per la "sopravvivenza". In questa lotta si smette di pensare al bene comune, al motivo per cui uno ha cominciato a fare politica e anche ad alcune delle proprie responsabilità. Così si creano gruppi che si scontrano e strumentalizzano questo o quel comportamento.
La politica è lontana dalla gente xchè esistono troppi momenti di distacco. troppi momenti di pericolo politico. troppe faide generate da questi momenti. Così uno deve essere candidato o messo in lista o acquisire più potere. La soluzione non sta certo nell'eliminazione della competizione democratica, ma nella diminuzione di tali appuntamenti. Eliminando i presupposti che creano attriti si avrà più tempo per occuparsi della gente.
Ma il discorso non finisce qua. Una grandissima delusione mi è venuta e continua a venire da Beppe Grillo. Tempo addietro io e Tommaso siamo andati al Meetup di Grillo di Perugia, al quale siamo iscriti, per la questione del V-Day. Ovviamente era un momento di attrazione e dato che alcuni studenti universitari si erano interessati ad eventuali pullman per vedere lo spettacolo di Grillo noi siamo andati al gruppo per aiutare un'eventuale trasferta e portare studenti. Oltretutto, senza entrare aprofonditamente nel merito della questione, la proposta di legge firmata dai 300.000 non è affatto male, è sottoscrivibile anche se è opportuno fare alcuni distinguo: l'art 2 è incostituzionale poichè il nostro ordinamento prevede la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva e sulla storia dei 2 mandati e delle preferenze si potrebbe discutere ore, ma nel complesso è una buona proposta.
Il problema è sorto nel momento in cui siamo stati additati di avere una tessera di un partito. In quel momento siamo stati ghettizzati, additati come privilegiati (se è un privilegio non avere + una vita sociale e rimetterci anche economicamente x un idea hanno una strana concezione di privilegi) e sospettati di sabotaggio. Il risultato è stato che siamo stati allontanati dalla riunione, da un luogo aperto al pubblico.
Queste persone cercano di combattere i loro nemici utilizzando i loro stessi metodi. Nessun livello di democrazia (il nostro allontanamento è stato deciso da 2 persone senza che gli altri si siano espressi) e problemi di partecipazione (se ne sono andate anche altre persone che non erano d'accordo con il nostro allontanamento). Il fatto è che se loro sono stati portati ad ritenere cose del genere la colpa è certamente della classe politica che ci ha preceduto, la stessa che ha condotto l'ondata di antipolitica al livello in cui è ora. Per questo non me la sento di colpevolizzare queste persone, ma oggi il discorso è mutato nuovamente.
Oggi dopo mesi ho aperto il blog di Beppe Grillo. E ho trovato LE PRIMARIE DI TOPO GIGIO.
Ebbene io è da dieci giorni che non studio, non lavoro, non vedo i miei amici, non vado all'università, ma mi sveglio presto, vado alla sede del partito, e sto li dalle 9.00 del mattino fino a notte fonda, spesso le 2.00 o le 3.00. Quando esco esco per fare un po' di campagna elettorale o per mangiare un panino o prendere un caffè. Molti diranno: BRAVO IL COGLIONE! Chi me lo chiede? Nessuno. Nessuno mi obbliga a cercare di organizzare un'evento nel quale metà italia vede una stupida commedia post comunista e dell'altra metà una parte lo giudica una roulette truccata con vincitore definito. Eppure lo faccio e lo faccio gratis, anzi rimettendoci in benzina, cibo, stress, studio, amicizie (per non parlare di ragazze...).
E per questo motivo che sono estremamente indignato dal fatto che non pretendo che tutti comprendano ciò che faccio o che lo condividano, ma quantomeno mi aspetto che lo rispettino come io rispetto il loro pensiero differente dal mio. Invece non è così. Queste persone che seguono Beppe Grillo come fosse un guru (e a me piaceva molto fino a poco tempo fa, tant'è che sono stato anche allo spettacolo) non si rendono conto che stanno semplicemente seguendo un leader invece di un altro. Beppe non è così diverso a molti politici, che magari hanno buone idee e fanno qualcosa di buono. Lui ha diverse idee buone e molte che non sono realizzabili. Ma allora perchè ha smesso di vedere il tutto nel complesso e fa di tutta un'erba un fascio? Perchè ghettizzare milioni di persone solo perchè hanno una tessera? Esistono moltissime persone buone che fanno politica, sia a destra che a sinistra che al centro. Io ho la fortuna di conoscerne diverse e non mi vergogno a dire che ho molti amici che non la pensano come me. Il confronto fa crescere. Ma a quanto pare le persone che seguono grillo o che spesso lo precedono nelle sue crociate credono di avere ragione a prescindere. E noi non abbiamo bisogno di altri UNTI DAL SIGNORE. Se i 300.000 invece di andare solo al V-Day si fossero iscritti ad un partito ne avrebbero deciso le sorti. avrebbero inciso nella politica. Invece no. E' molto semplice dedicare un giorno all'anno alla politica e delegare. Alla fine se si sbaglia così si può dare la colpa a qualcun'altro. IL SISTEMA E' MALATO, INFETTO NEL PROFONDO, MA LO SI PUO' CAMBIARE SOLO DALL'INTERNO. Perchè tutti coloro che sono contro l'attuale classe dirigente non fanno qualcosa di concreto? E per qualcosa di concreto intendo dedicare tre o quattro ore al giorno come faccio io a cercare di cambiare qualcosa, dare il proprio apporto a un'idea. E' facile xchè hanno altro da fare, persi nella partita a calcio onnipresente o in reality show penosi che insultano l'intelligenza degli spettatori o in videogiochi, discoteche e droghe. I politici sono distanti dalla gente perchè non fanno la vita della gente. Dedicano tempo a studiare, pensare e compiere tutte quelle attività che VOI facili benpensanti vi rifiutate di fare. Il vostro tempo non lo dedicate agli altri. IO non ho tempo di fare quello che fanno i ragazzi della mia età, perchè mi piace fare poltica x cambiare qualcosa. La sera spesso ho riunioni e quando non faccio politica devo studiare. Se esco lo faccio tra mezzanotte e le tre e quindi dormo poco. E per politici non intendo i parlamentari. Intendo ogni singolo attivista politico che fa qualcosa. E' indubbio che i nostri parlamentari hanno privilegi e stipendi che, oltre ad aumentare quel GAP esistende dovuto all'attività svolta che non permette una vita completamente normale, sono eccessivi e spropositati. E odio quando alcuni di loro si approfittano delle prerogative istituzionali, a partire dagli assessori comunali fino ai ministri.
Ma sappiate che, parafrasando V, se cercate un colpevole dovete soloamente guardarvi allo specchio. Il prediligere una vita mediocre e semplice in cui il livello più alto è rappresentato dalla partita la domenica o lo spettacolo televisivo vi ha condotti ad una classe dirigente che vi rispecchia. La questione morale non va posta solo in politica, ma nella vita di tutti i giorni, poichè una società che accetta l'adulterio come fatto comune e normale o che continua a vivere della filosofia del "not in my backyard" (si può fare tutto ma non vicino a me) e si massimalizza credendo che le cose o si ottengono col tutto e subito o niente non è destinata che al fallimento.
Le rivoluzioni non si fanno più, e non perchè non ci sono ideali o leader da seguire, ma perchè tutti voi le preferite guardare in televisione. E allora finchè non avrete fatto qualcosa che vi permetta di capire come il sistema funzioni o vi sarete informati sui processi legislativi, rimanete a guardare i vostri programmi.
Io spero seriamente che le "liste civiche" di Grillo abbiano successo, perchè una volta che si ritroveranno a Palazzo dei Priori o in qualunque altro municipio o sede consiliare provincial e e regionale, dovranno scontrarsi con la dura realtà: che il mondo è fatto di persone diverse, portatrici di idee diverse. E allora dovranno dialogare con Massoni, Industriali, partiti, sindacati, chiesa, lobby, associazioni e comitati dei cittadini. Perchè ormai a nessuno interessa più il bene comune e nessuno è più disposto a cedere parte del proprio benessere per il benessere di tutti. E anche i grillini sono un prodotto malato di questo sistema malato, come i partiti le lobby e tutto il resto. Ma la soluzione non è uccidere il malato.
E così anche stasera ho fatto le 2..... ;)