SILVIO:
E ora sotto a chi TOGA!

Non si ferma lo scontro sulla giustizia, con l'opposizione che boccia gli emendamenti al decreto sulla sicurezza, definiti non a caso "salva-premier", e la maggioranza che si scaglia contro alcuni magistrati del Consiglio superiore della Magistratura, accusati di aver espresso parere contrario a quei provvedimenti prima che il plenum si sia pronunciato.
A surriscaldare un clima già bollente ci pensa 'Famiglia Cristiana' che in un editoriale molto duro con il governo analizza quella che definisce "l'ossessione" di Silvio Berlusconi per la giustizia. E mentre dietro le quinte prosegue l'opera di mediazione del Quirinale che tenta di evitare ulteriori tensioni istituzionali, il premier attende gli sviluppi prima di decidere se convocare l'annunciata conferenza stampa contro i giudici "sovversivi" o soprassedere, favorendo così un rasserenamento del clima, ma non sembra intenzionato ad invertire la rotta.
Anzi, tutt'altro. Tanto che, secondo molti, il cosiddetto 'lodo-bis', il ddl sull'immunità per le più alte cariche istituzionali, potrebbe approdare sul tavolo del prossimo Consiglio dei ministri o al più tardi di quello successivo. La posizione del Pdl è sintetizzata da Gaetano Quagliariello. "È la terza volta che il centrodestra vince ed é la terza volta che contro Berlusconi parte una iniziativa giudiziaria", sottolinea il vice capogruppo dei senatori. Del resto, come sostiene proprio Quagliariello invitando l'opposizione a non "riprendere il dialogo interrotto", la convinzione del Cavaliere è che su questo tema la "la gente sia dalla nostra parte". Parole che dimostrano come Berlusconi intenda andare fino in fondo alla partita, risolvendo una volta per tutte il nodo giustizia. Non a caso il decreto sicurezza procede spedito e oggi sarà approvato dal Senato. Intanto, però, si aprono altri fronti di scontro. Il centrodestra punta l'indice contro quei magistrati che hanno fatto trapelare un orientamento sfavorevole del Csm. "Il Csm dovrebbe aprire un'indagine su questo falso parere" che ha rappresentato "un attacco al governo", attacca il leghista Roberto Maroni, ministro dell'Interno. Parole giudicate "ineccepibili" dal forzista Fabrizio Cicchitto. Parole che scatenano la reazione del centrosinistra, già sul piede di guerra contro gli emendamenti al decreto sicurezza. "Il centrodestra è in malafede e cerca di imbavagliare il Csm", attacca Lanfranco Tenaglia, ministro ombra della giustizia del Pd. I Democratici, conferma Luigi Zanda, voteranno contro il decreto proprio a causa dei due emendamenti sulla giustizia che sono "incostituzionali". Antonio Di Pietro, nel frattempo, preannuncia battaglia in aula e si propone come relatore unico di minoranza.
L'altro fronte lo apre 'Famiglia Cristiana'. Berlusconi, scrive il settimanale paolino, ha "un'ossessione personale" che "ha il sopravvento sui problemi del Paese" e che lo ha portato a nominare il suo "segretario personale" ministro della Giustizia. Editoriale criticato anche dai cattolici del Pdl: il ministro Gianfranco Rotondi lo reputa "ingeneroso", mentre il forzista Maurizio Lupi parla di "attacco più adatto a 'Liberazione'". La maggioranza appare comunque compatta nel difendere il premier. Roberto Castelli (Lega) si dice pronto ad appoggiare un nuovo 'lodo Schifani', mentre Altero Matteoli e Italo Bocchino (An), parlano di attacchi "strumentali" e di "accanimento" giudiziario contro il Cavaliere. L'Udc, infine, cerca ancora di mediare. Pier Ferdinando Casini invita Berlusconi a ritirare gli emendamenti 'blocca-processi' in cambio della disponibilità a discutere del ddl sull'immunità dei vertici istituzionali. Ma un simile compromesso, secondo quanto si apprende, non sembra tentare il Cavaliere che anzi intende approvare il prima possibile sia gli uni che l'altro (per il ddl chiederebbe una corsia preferenziale). Unica concessione al dialogo aperto con il Quirinale l'ipotesi, al momento molto probabile, di evitare la conferenza stampa annunciata a Bruxelles. Ma anche su questo, molto dipenderà da quello che succederà nei prossimi giorni, a cominciare dalle decisioni del Csm.
“Mi avete invitato voi…”. Silvio Berlusconi conclude il suo intervento cercando di spiegare più volte il motivo dei suoi attacchi alla magistratura politicizzata.
Ma all’assemblea della Confesercenti arrivano anche diversi fischi nei confronti del Presidente del consiglio quando si tocca la questione giustizia. Silvio Berlusconi parla di “giudizi ideologizzati metastasi della democrazia” e dalla platea arrivano i primi fischi. “Vi do un dato — spiega il premier — dal 1994 al 2006 ci sono stati più di 789 tra pm e magistrati che si sono interessati del ‘pericolo Berlusconi’, per sovvertire la democrazia, non ci sono riusciti e non ci riusciranno. I cittadini hanno il diritto di vedere governare chi hanno deciso, tramite libere elezioni, di scegliere per la guida del Paese”.
Dalla platea della Confesercenti, però, arrivano diversi pareri negativi alle accuse che il capo del Governo torna a rinnovare. Ai fischi Berlusconi replica: “mi indigna quando qualcuno si lascia trasportare dall’ala giustizialista della magistratura”, “ho anche fiducia nella magistratura, ma dopo un calvario simile in me c’è indignazione”.
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Giovedì 19 Giugno 2008
CRAL - S. Andrea delle Fratte
Tifone Gelmini
Università libere di reclutare docenti

Il ministro dell'Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini ha deciso di trasformare l'università perché non siano più "esamifici" ma comunità vive di studio dove studenti, docenti e ricercatori si arricchiscono reciprocamente.
Secondo la relazione che ha presentato oggi alla commissione cultura della Camera ha espresso il desiderio di avere in Italia del futuro prossimo università libere di chiamare direttamente i propri docenti, regolate da "procedure snelle, credibili, che assicurino meritocrazia e autonomia dei singoli atenei".
La selezione dei docenti dovrà passare "attraverso una verifica nazionale di idoneita' riconosciuta da parte della comunita' scientifica nel suo complesso.
All'interno di una lista di idonei, le università sceglieranno autonomamente colui che ritengono lo studioso più capace nella produzione scientifica, più adatto a richiamare finanziamenti dalle imprese e-o iscrizioni da parte degli studenti".