Il Globulo Rosso

Scritto da :: Il Globulo Rosso :: Mercoledì, 09 Mag 2007

20:54

ESCE Il Globulo Rosso
Anno I - Numero 0

Puoi trovare le copie cartacee in giro per la facoltà, dai rappresentanti degli studenti del tuo anno e puoi scaricarne una copia multimediale -> Cliccando QUI.

Scritto da :: Il Globulo Rosso :: Martedì, 20 Marzo 2007

08:47
A poco più di un mese dal rinnovo delle rappresentanze studentesche il Presidente del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, Professor Pierfrancesco Marconi, ha invitato i nuovi eletti ad un colloquio, per metterli a conoscenza di alcune problematiche e proposte.
L’incontro si è svolto lo scorso 22 gennaio in presenza dei responsabili della Commissione per la Didattica di Perugia e Terni, i Professori Migliorati e Rende. La finalità era informare circa temi ‘caldi’, d’interesse diretto per gli Studenti.
Il Professor Marconi ha indicato l’intenzione di incentrare il suo secondo mandato - è stato di recente rieletto - principalmente al fine del miglioramento della formazione, per poi richiamare nello specifico l’attenzione sui seguenti punti:

-vi ricordate i tutor? Si tratta di Studenti, selezionati in base al merito, che svolgono attività di assistenza via internet, e che per questo vengono dall’Università retribuiti. Il servizio, istituito da circa un anno, è stato poco utilizzato, e perciò deve essere ripensato con nuove finalità, divenendo in tal modo di supporto ai fuoricorso.
I fuoricorso intermedi, cioè coloro che ripetono un anno non avendo superato il ‘blocco’, si potranno rivolgere a tutor-studenti, mentre quelli del VI anno si gioveranno di tutor-dottorandi;

- riguardo l’annoso problema del tirocinio la proposta è già divenuta realtà, con l’istituzione di una frequenza obbligatoria per ogni clinica a partire dal secondo semestre del V anno. Attualmente la pratica si svolge dalle 7,45 alle 9,45 presso i reparti, ma al più presto dovrebbe occupare le prime ore del mattino, con lo slittamento delle lezioni dalle 11 in poi. Tali frequenze verranno, alla fine del ‘tirocinio professionalizzante’, registrate su di un apposito libretto a rappresentare l’esperienza pratica acquisita, in funzione dell’Esame di Stato;

- le ADE (Attività Didattiche Elettive) ex-ADO (Opzionali) consistono in corsi, conferenze, ricerche e attività pratiche da effettuare nei sei anni, al fine di collezionare i 15 crediti opzionali necessari per la laurea.
Sulla base delle proposte dei docenti dovrebbe venir redatto un menù di ADE, le quali acquisirebbero così anche un valore per la Scuola di Specializzazione con il seguente meccanismo: allo Studente verrebbero riconosciuti sei punti per ogni ADE pertinente alla specializzazione scelta, che contribuirebbero al punteggio definitivo necessario all’accesso.
Si modifica in questo contesto anche la frequenza libera ai reparti: verranno riconosciuti rispettivamente un credito per 12 ore e due crediti per 24 ore; ciò non andrà comunque ad interessare le attività e i tirocini svolti in precedenza;

-il Progetto Erasmus, che ha visto una crescente partecipazione da parte degli Studenti e che in molte occasioni si è rivelato mezzo utile d’apprendimento non solo in campo medico, ma anche culturale e umano, è talvolta sembrato ridursi ad una scorciatoia, come alcuni, fortunatamente rari, casi hanno mostrato. Perciò, afferma il Presidente, l’obiettivo d’ora in poi non potrà più essere la mera equivalenza degli esami, bensì l’approfondimento di elementi di qualità non presenti nella sede d’origine: in poche parole concentrarsi sui centri d’eccellenza;

-quest’anno per la prima volta gli Studenti del primo, quarto e sesto anno hanno sperimentato il 'progress test', la cui funzione è quella di valutare il livello
medio e l’acquisizione di competenze nel corso degli studi. Questo strumento,
solo all’apparenza poco significativo, potrebbe divenire per il Ministero dell'Università e della Ricerca un sistema per la valutazione dei livelli di formazione e per la comparazione tra i diversi Atenei italiani -di qui graduatorie, incentivi e quant'altro e l’invito del prof. Marconi a partecipare;

-l’insegnamento di Inglese è destinato a subire una trasformazione radicale con l’avvento del CLA (Centro Linguistico dell’Ateneo). Questa dovrebbe risultare la conformazione futura: un test preliminare il primo anno per stabilire le ore del corso di lingua necessarie a raggiungere il livello B1; dunque la frequenza presso il CLA per un totale di 42 ore in primo, e di un numero inferiore, ma non ancora definito, in secondo; infine una verifica da parte del docente di Medicina. Da questo punto si potrebbe a basso costo proseguire, frequentando corsi per raggiungere livelli di conoscenza più elevati;

- infine il trasferimento all’ex Silvestrini, oggi Santa Maria della Misericordia, dove si dovrebbero già da settembre di quest’anno svolgere le lezioni degli insegnamenti clinici e chirurgici (dal IV anno in poi); per il primo triennio si dovranno aspettare ancora circa due anni. Il progetto vede nel futuro la realizzazione di un polo unico biomedico, con relativo campus, nella zona di S. Andrea delle Fratte.

Insomma c’è molta carne al fuoco! Modifiche più o meno sostanziali che è giusto giungano alle orecchie di noi Studenti, affinchè possiamo partecipare attivamente, consigliare, discutere e criticare ove necessario, per non subire le novità come decisioni scese dall'alto, ma prenderne ciò che di utile c'è per la nostra formazione.
Vi terremo aggiornati, voi fate sentire la vostra voce: mandateci proposte, idee, raccontateci esperienze e difficoltà, perchè questa Università possa essere sempre più capace di ampliare la nostra Conoscenza, rimanendo vicina alle esigenze di noi Studenti.

Scritto da :: Il Globulo Rosso :: Venerdì, 16 Marzo 2007

19:54
Lo scorso 15 novembre, presso l'aula delle Patologie, si è svolta una conferenza di Emergency organizzata dal Gruppo di Facoltà di Medicina e Chirurgia della Sinistra Univesitaria - UDU. Erano presenti il dottor Franco Passalacqua, referente per Emergency Umbria, e l'infermiera Roberta Pausadera, di recente ritorno da Kabul.
Il dottor Passalacqua ci ha parlato degli ultimi progetti realizzati nel continente africano, in particolare del centro chirurgico di Goderich, in Sierra Leone, paese devastato dalla guerra civile, causa di settantacinquemila vittime su una popolazione di circa quattro milioni di abitanti. Questo ospedale, nato da una preesistente clinica, è diventato un centro chirurgico ed ortopedico, e dal 2003 sono state realizzate due nuove corsie, una delle quali pediatrica, dedicata alla cura della malaria, dell'anemia e delle infezioni respiratorie. Come tutti quelli di Emergency, il centro è stato costruito in breve tempo, seguendo criteri ecologici all'avanguardia, senza sprechi e ritardi burocratici che sembrano inevitabili ad altre latitudini. Insomma un centro specialistico di alto livello, non di "serie B", secondo il principio: fare un ospedale dove poter curare propria madre!
Un'altra "regola" di Emergency, fondamentale, è che tutte le terapie, gli interventi, e i farmaci sono gratuiti, se pur con inevitabili criteri selettivi: la gratuità è riservata alle vittime di guerra, e, nei reparti di pediatria, fino ai 14 anni.
Essendo zone di guerra, bisogna tener conto delle fazioni contrapposte, cercare di dialogare per avere più garanzie possibili: lo scopo è poter curare tutti i malati di guerra, senza distinzioni di appartenenza politica o religiosa. Far convivere in letti vicini persone appartenenti a fazioni che "fuori" si ammazzano ci è sembrata una maniera semplice ed insieme molto efficace di far sopravvivere e germogliare il seme della pace.
L'ospedale diventa, per quanto possibile, una sorta di recinto sacro, spazio neutro, inviolabile.
Del resto anche il personale è variamente composto, uomini, donne, da ogni parte del mondo: quello che ne scaturisce è una forte cultura della convivenza civile, che nasce dalla sensibilità di chi opera in zone di guerra, in piena emergenza.
Roberta Pausadera, infermiera specializzata per le unità di terapia intensiva ha trovato le ragioni ed il coraggio di partire per una di queste zone di guerra, l'Afganistan.Ed è andata.
Non senza timori, però; chiedendosi se avrebbe saputo affrontare le difficoltà e le emergenze, chiedendosi: sarò all'altezza?
Il clima, appena giunta a Kabul, è stato da subito familiare e stimolante. Tra il personale di Emergency ha trovato amici, di tutte le parti del mondo, accomunati dagli stessi intenti, e tra la popolazione locale ha incontrato vite, storie ed altrettanti amici, ha vissuto una esperienza che ha mutato il suo punto di vista, difficile qui da sintetizzare, ma che lei ha saputo trasmetterci con una vivezza incredibile.
Roberta è stata ben presto inviata nel sud dell'Afganistan, nella provincia pashtun di Helmad, area fino al 2004 priva di strutture per l'assistenza chirurgica specializzata, per inaugurare il nuovo centro chirurgico di Lashkar-gah. A lei è stato affidato il compito di formare il personale infermieristico locale, un incarico del tutto inaspettato.
Durante il viaggio verso il sud, attraversando quelle regioni brulle, il paesaggio di pietre e pecore, si è sentita una pioniera. A Lashkar-gah ha insegnato a ragazze e ragazzi di etnie diverse, che parlavano lingue differenti. Lavoro ricco di soddisfazioni e nello stesso tempo complicato, sia per la molteplicità delle lingue (in alcuni momenti ha avuto addirittura bisogno di più traduttori contemporaneamente), sia per la convivenza tra sessi diversi, in un paese dove uomini e donne sono del tutto separati e le contrapposizioni etniche condizionano la vita di tutti i giorni. Il risultato è stato eccezionale.
L'insegnamento però non è stato univoco, e Roberta ci ha raccontato della capacità e dell'esperienza di medici ed infermieri afgani: da loro per esempio ha imparato come pulire una ferita in condizioni di assoluta sterilità con pochissimo dispendio, con i pochi mezzi a disposizione.
La cosa più viva che ha saputo trasmetterci è stata la dignità del popolo afgano, parlando di persone che, pur vivendo realtà durissime, segnate dalla miseria della guerra, oppongono all'abbrutimento, alle forze distruttive, l'integrità della propria umanità.
Lo dimostra ad esempio la generosità spiazzante e gentile delle donne che hanno donato a Roberta stoffe, cibi...e sorrisi. Molto le hanno insegnato, molto possono insegnarci.
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Scritto da :: Il Globulo Rosso :: Venerdì, 09 Febbraio 2007

08:27

Anni passati all’interno di una facoltà, anni frenetici di lezioni spostate, frequenze non sempre semplici, studi impossibili, faticosi, duri, raramente piacevoli e sempre le stesse domande nella testa. Anzi, nelle teste, quelle di tutti, quelle di chiunque frequenti un corso di laurea qualsiasi, sempre pronto e felice nel lasciare nella cupa ignoranza verginee matricole dubbiose. E queste domande, almeno per quanto riguarda il corso di laurea di Odontoiatria, solitamente riguardano la frequenza, e le norme su quest’ultima. Perché trovare e leggere un regolamento didattico d’ateneo non è semplice, però è possibile, proprio questo atto dirime, almeno in parte, svolazzanti domande irrisolte che sono sempre rimaste un mistero per tre anni, su cinque, di frequenza:

“La frequenza alle attività didattiche del Corso di Laurea Specialistica in Odontoiatria e Protesi Dentaria è obbligatoria e viene verificata dai Docenti che adottano le modalità di accertamento stabilite dal Consiglio della struttura didattica. L’attestazione di frequenza per almeno il 66% alle attività didattiche complessive previste dal singolo Corso integrato è necessaria per abilitare lo\la Studente\ssa a sostenere il relativo esame, fatte salve diverse deliberazioni assunte dal Consiglio della struttura didattica per motivi particolari.  E’ consentito il passaggio da un anno all’anno successivo agli studenti che abbiano conseguito tutti i crediti previsti per gli anni precedenti, con un debito massimo complessivo di 30 CFU prima dell’inizio dei corsi del primo semestre dell’anno di cui si chiede l’iscrizione, fatte salve diverse deliberazioni assunte dal Consiglio della struttura didattica per motivi particolari. In mancanza di tali requisiti, lo\la Studente\ssa viene iscritto come ripetente del medesimo anno di corso, con l’obbligo di frequenza dei corsi per i quali non ha ottenuto l’attestazione di frequenza e non ha superato il relativo esame. Ai fini di evitare l’obsolescenza dei CFU acquisiti, si consente la ripetizione dello stesso anno di corso per un numero massimo di 3 volte e comunque non sono consentite più di 8 ripetizioni nell’intero anno di corso.

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Scritto da :: Il Globulo Rosso ::

08:23

Perché questo giornalino?

Purtroppo l’informazione sugli eventi che accadono in questa facoltà è scarsa, non sappiamo se è una volontà propria degli studenti o un disinteresse generale (come se non fosse una COSA NOSTRA) fatto sta che tante novità che escono fuori dagli incontri con “i dirigenti” restano sconosciute ai molti. Ma l’Università è una cosa nostra e sarebbe ora di renderci partecipi... dai primi agli ultimi anni, abbiamo bisogno di capire, di conoscere e di gestire: è giusto sentirci ed essere partecipi di qualsiasi scelta venga presa da chi dirige, per noi, questa nostra cosa. Da qui nasce la necessità di informare e tenerci informati: solo così potremo prendere parte alle decisioni e gestire al meglio le nostre opzioni, solo così sapremo in che modo viene gestito il servizio universitario e in che modo hanno intenzione di “far fruttare” i nostri cervellini... perché se permettete sono nostri e sarebbe anche giusto far capire cos’è meglio per noi, per poter dare il massimo sempre! Abbiamo poi pensato che fosse giusto includere in queste pagine anche qualcosa che potesse aiutare i nostri cervellini a svagarsi dopo le ore di stress: ecco il motivo dell’ultima pagina.

Le motivazioni sarebbero tante altre, ma su tutte predomina la voglia di vivere e agire l’Università. periamo di riuscire a coinvolgervi in questo progetto, per il momento vi auguriamo una buona lettura e... una buona Università!

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